Recupero crediti, il corretto iter per il sollecito di pagamento

Sarà la crisi economica, o la pressione fiscale da record. Fatto sta che in Italia il ricorso a procedure di recupero crediti è sempre più frequente. I problemi di liquidità dei professionisti e delle piccole e medie imprese sono costantemente accentuati dai ritardi dei pagamenti e dalle difficoltà ad incassare i compensi derivanti dalla vendita di beni e servizi.

Sollecito di pagamento

Foto da impresalavoro.eu

L’iter di recupero del credito prevede diverse fasi. Prima l’emissione della fattura, poi un primo sollecito amichevole, dal tono tranquillo e pacato; se non bastasse, occorre recapitare al cliente moroso un secondo ‘invito’ più deciso. Vediamo come redigere correttamente questi documenti.

La fattura

Eccetto nei casi di esonero, chi è titolare di partita IVA deve emettere la fattura e recapitarla al cliente. Questo documento fiscale deve indicare:

  • i dati del professionista/venditore e del compratore: nome e denominazione sociale, indirizzo completo di CAP e partita IVA
  • descrizione dei servizi erogati o dei beni venduti
  • prezzo senza IVA e calcolo dell’imponibile e dell’imposta totale, per ottenere il prezzo finale
  • data di emissione e numero della fattura
  • modalità e termini di scadenza per il pagamento, nel caso le parti si siano accordate per un periodo superiore ai 60 giorni.

Sulle fatture esenti da IVA, quando l’importo è superiore a 77,47 euro, deve essere applicata una marca da bollo del valore di 2 euro.

Il primo sollecito

Il cliente non ha rispettato la scadenza del pagamento. Ok, è arrivato il momento di notificargli un sollecito. In questa fase è sempre meglio scrivere con tono amichevole, limitandosi a ricordare al debitore i suoi doveri. La lettera deve contenere:

  • i dati identificativi del creditore e del debitore
  • il numero della fattura da pagare e la sua data di emissione
  • l’importo insoluto.

Sul web, per non sbagliare, si trovano diversi modelli di sollecito.

Da non dimenticare: la lettera di sollecito deve essere sempre inviata con metodi di spedizione che permettano di dimostrare l’invio e la ricezione del documento. Quindi, meglio spedirla tramite raccomandata con ricevuta di ritorno o posta elettronica certificata (Pec). Potrebbe tornare utile in seguito, nel caso si fosse costretti a ricorrere alle vie legali.

Secondo sollecito

Se il primo sollecito non ha avuto riscontro positivo, è il caso di inviarne un secondo. Questa volta con un tono più deciso. Deve essere chiaro l’invito nei confronti del debitore a pagare quanto dovuto entro e non oltre una certa data. Oltre agli elementi elencati sopra, nel secondo sollecito è utile sottolineare che, se l’impegno non venisse rispettato, il creditore ricorrerà alle vie legali o ai servizi di una società di recupero crediti per ottenere quanto gli spetta.

In ogni caso, quando il cliente non rispetta la scadenza del pagamento, all’importo dovuto si aggiungono gli interessi (il tasso è fissato dalla Banca Centrale Europea e aggiornato ogni sei mesi) e le eventuali spese che il creditore ha dovuto sostenere per recuperare il compenso.

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