Metalli preziosi: il momento giusto per investire in oro e argento

È ben noto a chi si intende anche solo un po’ di finanza che, in momenti di crisi e forte incertezza economica e politica, investire in beni rifugio come i metalli preziosi è sempre una scelta azzeccata.

L’anno che sta per concludersi, tra Brexit, elezioni americane e chiamate alle urne in vari Paesi europei, ha infatti segnato una netta risalita degli investimenti in metalli preziosi e industriali, con picchi che non si vedevano da parecchio tempo. Su http://www.investireinborsa.me/ trovate altre informazioni professionali su come investire i vostri risparmi.

Nelle scorse settimane, ad appena qualche giorno dalle presidenziali Usa, le materie prime in generale hanno evidenziato alcuni movimenti importanti. Ma se il petrolio, influenzato negativamente dall’inattività dell’Opec, ha fatto registrare uno dei risultati peggiori degli ultimi mesi (-9%, fonte Bloomberg Commodity Index), i metalli preziosi, sospinti dalla situazione americana, e quelli industriali, in crescita grazie al miglioramento dei dati cinesi, hanno mostrato tutta la loro forza.

metalli preziosiL’oro, in particolare, ha recuperato tutte le perdite subite all’inizio di ottobre, mentre l’argento ha trovato un duplice supporto nel proprio ruolo sia di investimento sia di metallo industriale. Alla base di tutto, lo scontro tra Hillary Clinton e Donald Trump. Lo scarto tra i due candidati alla Casa Bianca, fortemente ridotto durante l’ultima settimana di campagna elettorale, e il relativo aumento dell’incertezza, hanno provocato timori in tutti i mercati con un indebolimento del dollaro e delle azioni. I metalli preziosi, nel frattempo, hanno goduto di una rinnovata domanda, con il costo delle opzioni call rispetto alle put rincarato ai massimi dalla crisi Lehman del 2008.

Dopo aver raggiunto un minimo di $1,242/oz in conseguenza delle vendite generalizzate del 4 ottobre, l’oro ha inizialmente impiegato un paio di settimane a rafforzarsi mentre sono proseguite le liquidazioni delle posizioni in acquisto dei fondi, che hanno iniziato a tagliare la loro elevata esposizione, dopo un continuo trend di posizionamento in long. Ma con un rialzo dei tassi a dicembre pienamente incorporato nei prezzi, l’attenzione ha iniziato a spostarsi sulle imminenti elezioni.

Prima di allora, pesanti vendite nel comparto obbligazionario – ora in recupero – non hanno attratto vendite di oro giacché erano state compensate da una crescita pressappoco equivalente delle aspettative di inflazione a termine, lasciando dunque i rendimenti reali importanti vicini allo zero.

Per l’oro il peggio è decisamente passato. Svariate fonti di supporto oltre alle elezioni americane, tra cui i timori di crescita dell’inflazione e l’incertezza dei mercati azionari, aiuteranno un suo rinnovato recupero che durerà anche nel 2017.

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