Come investire in obbligazioni strutturate

Le obbligazioni strutturate sono un particolare tipo di investimento finanziario che presenta una particolare “struttura” nella loro remunerazione, ovvero nel valore della cedola e dell’eventuale indicizzazione del capitale rimborsato a scadenza. Pur esistendo da diversi decenni, il successo delle obbligazioni strutturate è da ricercarsi nell’ultima parte dello scorso secolo, quando l’incremento dell’inflazione e della propensione al rischio di molte società emergenti ha favorito la “creatività” degli strumenti finanziari, con la spinta più importante sulle obbligazioni strutturate. Ma quali sono le obbligazioni strutturate? E come poter investire in esse?

Come ci ricorda il sito internet https://www.borsarumors.com/ una prima tipologia di obbligazioni strutturate è certamente riconducibile a quella più nota delle obbligazioni con floor e/o cap: si tratta di investimenti strutturati a tasso variabile, con i quali la società emittente è impegnata a riconoscere all’investitore i tassi previsti dal contratto, entro però un limite superiore (cap) e un limite inferiore (floor) sopra e sotto il quale no nsarà possibile andare.

investire in obbligazioniNell’elencazione delle principali forme tecniche di queste obbligazioni, possiamo poi trovare obbligazioni step up e step down, ovvero delle obbligazioni che prevedono un incremento programmato (step up) o una diminuzione programmata (step down) del tasso di interesse corrisposto. La cedola di questi titoli è dunque programmata ex ante, e non tiene conto dell’andamento di mercato, differenziandosi in ciò dalle obblgiazioni a tasso variabile puro.

Tra le altre obbligazioni, un cenno specifico è da ricondursi alle obbligazioni reverse floater, obbligazioni a tasso variabile con indicizzazione contraria rispetto all’andamento dei rendimenti di mercato. In altri termini, quando i rendimenti di mercato aumentano il tasso di interesse pagato da questa tipologia di obbligazioni si riduce, e viceversa.

Abbiamo altresì la possibilità di sottoscrivere delle obbligazioni fixed floater, che nei primi anni di vita pagano un tasso fisso (di solito piuttosto elevato) e che successivamente diventano titoli a tasso variabile, e poi le obbligazioni reverse convertible, rappresentate da un mix di un’obbligazione ordinaria a breve termine e un’opzione put implicitamente venduta dal sottoscrittore all’emittente, con cedola di ammontare elevato rispetto a obbligazioni di pari durata, con differenziale costituito dal premio dell’opzione implicita venduta dal sottoscrittore all’emittente.

Compiuta una simile preliminare conoscenza delle obbligazioni subordinate, cerchiamo di capire in che modo si possano comprare. Trattandosi di titoli più particolari della “media”, di norma non sono individuabili negli ordinari broker, ma possono comunque essere acquistati presso i listini delle banche, anche mediante i servizi messi a disposizione sull’internet banking di tali operatori.

Chiarito ciò, vi invitiamo a leggere con particolare attenzione quali sono le caratteristiche del titolo obbligazionario strutturato che avete in mente di acquistare, al fine di arrivare all’individuazione dell’obbligazione che può maggiormente garantirvi una rispondenza al vostro livello di profilo rischio / rendimento atteso, e all’interno di un portafoglio sufficientemente equilibrato, che possa permettervi di arrivare a un mix ponderato sulla base delle vostre specifiche preferenze e inclinazioni di investimento.

La regola di fondo è dunque sempre la stessa: informatevi sempre a dovere prima di impiegare i vostri soldi, e accertatevi di farlo solo dopo aver compreso (bene!) quali sono le caratteristiche del titolo che avete messo nel mirino.

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