Polizza fideiussoria assicurativa: come richiederla

Sono varie le situazioni in cui è necessario richiedere una fideiussione assicurativa. Stimo parlando di un contratto che permette a un privato cittadino, o anche ad una società o a un’azienda, di avere a disposizione l’appoggio da parte di un garante, nello specifico di un’assicurazione. I vantaggi di una fideiussione assicurativa sono molteplici, tra cui la rapidità con cui si può ottenere questo tipo di contratto e la facilità della richiesta stessa.

Come funziona

La richiesta di una polizza fideiussoria assicurativa si può effettuare presso un’assicurazione, una banca, una società di gestione finanziaria, un privato cittadino. In genere si tende a rivolgersi ad un’assicurazione, in quanto le pratiche sono più semplici e snelle.

Inoltre la gran parte delle persone ha già dei contratti assicurativi, quindi si presenta presso l’assicurazione come cliente già ben conosciuto. Si pensi ad esempio ad un libero professionista che ha presso l’assicurazione diverse polizze contro i rischi lavorativi, sull’abitazione e la macchina, o anche per infortuni o di altre tipologie. In situazioni come questa il contraente la fideiussione è ben conosciuto all’assicurazione, che quindi non avrà alcun tipo di problema ad aprire il nuovo contratto.

Che tipo di documenti

polizza fideiussoria assicurativaIl fideiussore è tenuto a verificare le condizioni creditizie del contraente della fideiussione. Questo per motivi semplici da comprendere: se deve comparire come garante dovrà avere qualche sicurezza sulla situazione economica della persona fisica o giuridica per cui si sta esponendo.

Per questo al momento della richiesta delle fideiussione è necessario presentare i documenti di identità, del singolo privato cittadino o dell’azienda che richiede il contratto; l’eventuale partita IVA, se presente; una documentazione delle entrate, come ad esempio il CUD, o il modello Unico dell’anno precedente a quello in corso; Lo stato patrimoniale.

Nel caso in cui sia una società o un’azienda a chiedere la fideiussione in genere è importante presentare anche il bilancio degli ultimi 5 anni e la situazione contabile aggiornata almeno al semestre precedente alla richiesta.

Le tempistiche e i costi

Quando si richiede una fideiussione ad un’assicurazione i tempi sono strettissimi: nell’arco di meno di una settimana si ottiene una risposta, a  volte anche solo nel corso di 2-3 giorni. I costi sono correlati ad una serie di variabili, tra cui la principale è la motivazione per cui si richiede la fideiussione.

Le assicurazioni infatti propongono tipologie di contratti a costo diverso a seconda che serva per garantire un mutuo finalizzato all’acquisto di un bene, o a garantire un affitto o l’avvio di un franchising. Oltre a questo il costo dipende anche dalla durata della fideiussione, dalla quantità di denaro coinvolta nel contratto e anche dal tipo di situazione creditizia del richiedente.

Del resto peggiore è tale situazione e maggiori sono i rischi cui l’assicurazione si sottopone. Ci sono poi delle spese accessorio per la gestione della pratica e il riconoscimento di una certa somma all’assicurazione stessa, come ricavato dall’operazione.

Se non si ha un’assicurazione di fiducia in genere conviene contattare diverse società, in modo da farsi proporre dei preventivi che permettono di scegliere le condizioni contrattuali più vantaggiose.

Variazioni catastali, cosa sono e quando servono

Presso il catasto ogni immobile presente sul territorio italiano è presente, sotto forma di precisa planimetria, corretta nel corso degli anni a seconda degli interventi di modifica attuati. Il catasto possiede anche, per ogni immobile e proprietà, i dati dei proprietari.

Ogni modifica che si effettua ad un immobile, riguardante la proprietà o la disposizione dell’edificio, o del suo stato in generale, è necessario richiedere una variazione catastale. Tale variazione può essere richiesta da un singolo cittadino, oppure da un professionista edile, seguendo la procedura denominata DOCFA, come descritto su questo sito.

Quando è obbligatoria la variazione catastale

variazioni catastaliSono diverse le situazioni in cui è necessario richiedere la variazione catastale. Nella gran parte dei casi si tratta semplicemente di ristrutturazioni, durante le quali si effettuano modifiche sostanziali all’edificio, ad esempio aprendo una nuova porta, o modificando le dimensioni delle finestre.

Anche nel caso di frazionamento o di fusione di più unità abitative, è necessario richiedere la variazione catastale, attraverso il sistema DOCFA. Può essere obbligatorio effettuare la variazione catastale anche nel caso in cui non si debba effettuare alcun tipo di modifica edilizia, ad esempio quando si cambia la destinazione d’uso dell’edificio, o quando si effettua un passaggio di proprietà.

Alcune variazioni d’uso sono soggette a limitazioni urbanistiche, quindi prima di rivolgersi al catasto per la variazione conviene contattare gli uffici territoriali dell’edilizia, per verificare che sia possibile effettuare la modifica proposta.

Come si effettua una variazione catastale

Nel caso in cui la variazione catastale comporti semplicemente il cambio di proprietà di un immobile, tale tipo di variazione può essere richiesta dal privato cittadino presso il catasto. Conviene ricordare che i passaggi di proprietà, anche nel caso delle donazioni, devono essere registrati presso un notaio che, nella maggior parte dei casi, si occuperà anche di contattare il catasto per la corretta modifica dei dati dell’immobile in questione.

Nel caso in cui la variazione sia da effettuare in seguito a modifiche strutturali, o di altro genere, ci si dovrà rivolgere ad un geometra, ad un ingegnere, ad un architetto; il professionista contattato si preoccuperà di effettuare la pratica DOCFA, utilizzando la procedura informatizzata facilmente accessibile ad ogni addetto al settore edilizio.

Se non si ha la possibilità di svolgere tale compito online, è possibile recarsi fisicamente presso l’Agenzia del Territorio per consegnare tutta la documentazione che riguarda le modifiche da apportare all’edificio in versione cartacea.

Tribunale ad hoc per il recupero crediti: il progetto delle banche italiane

Una sezione del tribunale dedicata alla risoluzione dei crediti deteriorati. È la proposta che l’Abi, l’Associazione bancaria italiana, presenterà ufficialmente al Consiglio superiore della magistratura. Lo ha anticipato alla stampa Giovanni Sabatini, direttore generale dell’associazione.

tribunale per recupero crediti

Il progetto, per stessa ammissione dei banchieri, è ancora embrionale e in fase di studio. Ma la Commissione europea, che ha chiesto all’Italia uno sforzo in più per ridurre lo stock di crediti deteriorati, continua a premere, nonostante gli ultimi dati abbiano dimostrato una riduzione dei crediti sofferenti tra dicembre 2016 e gennaio 2017.

Da qui l’idea dell’Abi, che ha già sondato sul tema del recupero crediti e delle crisi d’impresa il parere dei magistrati, ottenendo da questi un’apertura di massima per rivedere l’organizzazione degli uffici giudiziari. La proposta su cui stanno lavorando i banchieri è basata sull’istituzione di una sezione specializzata nell’accelerare le pratiche e le procedure esecutive di risoluzione dei crediti sofferenti – in particolare di un’apposita sezione all’interno dei Palazzi di Giustizia per gestire l’escussione della garanzia immobiliare – razionalizzando i procedimenti e abbattendo i tempi.

Una novità nel settore del recupero crediti che andrebbe ad aggiungersi alla proposta di legge “Disciplina dei servizi per la tutela del credito” presentata a febbraio in Parlamento e volta ad ammodernare un panorama normativo (nello specifico l’articolo 115 del Tulps, il Testo unico leggi di pubblica sicurezza) risalente al 1931, considerato dagli addetti ai lavori non più adeguato alla realtà economica e sociale italiana.

In particolare, la proposta di legge – che ha già ottenuto la ‘benedizione’ dell’Osservatorio Imprese e Consumatori (OIC) -, prevede la formazione obbligatoria per gli operatori del recupero crediti, l’istituzione di un organismo di controllo, misure per rintracciare più agevolmente il debitore irreperibile (distinguendo in questo caso tra chi non può e chi, invece, non vuole pagare, tramite la registrazione delle telefonate durante le procedure di sollecito o recupero) e un Fondo di solidarietà a vantaggio di chi si trova oggettivamente in difficoltà e non riesce a saldare il debito.

Bitcoin: risultati di fine anno e previsioni per il 2017

Risultati sempre più esaltanti per i Bitcoin, la moneta virtuale creata nel 2009 dallo sviluppatore Satoshi Nakamoto. Nei giorni scorsi infatti i Bitcoin hanno raggiunto un valore di oltre 930 dollari, con un guadagno superiore al 123% per quest’anno, avendo esordito a 430 dollari il 1 gennaio scorso.

Non siamo ancora ai massimi storici di oltre i 1.200 dollari del novembre 2013, ma la moneta digitale sta diventando sempre più interessante sotto il profilo dell’investimento, avendo performato meglio di ogni altra categoria di asset nel 2016, a dispetto degli analisti che ne vedevano il declino imminente.

bitcoin previsioni 2017Ma cos’è che sta dando la spinta decisiva al sistema Bitcoin? Sicuramente negli ultimi tempi sta incidendo parecchio l’elezione di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti, con un relativo e incisivo cambio di passo della nuova amministrazione in fatto di rapporti con il resto del mondo, soprattutto quelli con Cina e Messico, in netto peggioramento.

È soprattutto la Cina ad interessarci. Pechino è attraversata da oltre un anno da ingenti deflussi di capitali. Nel solo terzo trimestre del 2016 sono fuggiti dal colosso orientale più di 200 miliardi di dollari, riducendo le riserve valutarie a poco più di 3.000 miliardi, in calo di circa 600 miliardi dall’agosto dello scorso anno. Il cambio tra yuan e dollaro è scivolato del 6,5% a quasi 7 quest’anno, ma gli analisti stimano che possa indebolirsi ulteriormente nel 2017.

Proprio queste aspettative pessimistiche sulla moneta cinese, ai minimi da 8 anni e mezzo, starebbe spronando gli acquisti di Bitcoin da parte degli investitori cinesi. Altre informazioni utili le puoi trovare su http://www.tradingbitcoin24.com/ dove trovi guide utili sui bitcoin.

Anche India e Venezuela stanno contribuendo a risollevare le sorti dei Bitcoin. Entrambi i paesi hanno di recente ritirato dalla circolazione le banconote dal taglio più elevato, pari rispettivamente all’86% e al 48% del contante disponibile. E nel paese sudamericano risultano esplose del 400% le ricerche sui Bitcoin, nel corso della scorsa settimana, mentre nel sub-continente asiatico sarebbe raddoppiati gli investimenti nella moneta digitale, pur restando relativamente bassi.

Resta da vedere quanto questi singoli eventi, dalla natura presumibilmente transitoria (meno per la Cina), possano influire sul trend dei Bitcoin nel 2017. In generale, la presidenza Trump dovrebbe provocare diversi cambiamenti geo-politici, in grado di influire sull’andamento dei mercati e, quindi, anche di asset alternativi come la moneta virtuale. Inoltre, non mancheranno nuove tensioni nei mesi prossimi, come i diversi appuntamenti elettorali nell’Eurozona (Olanda, Francia, Germania e forse Italia), con probabile nuova corsa agli acquisti di Bitcoin.

Imparare il trading online: corsi e pratica sul web

Da qualche anno a questa parte si sente spessissimo parlare di un’attività relativamente giovane fatta su misura per guadagnare standosene comodamente seduti davanti al proprio pc: il trading online.

Investire in Rete può davvero consentire di fare “soldi facili”? Non è tutto così semplice: stiamo comunque parlando di un mestiere complicato e se si vuole sul serio veder fruttare i propri investimenti, bisogna prima di tutto capire una cosa fondamentale: il trading online è un qualcosa di molto serio che necessita di attenzione e, soprattutto, della dovuta preparazione.

imparare il trading onlineStudiare quindi è importantissimo, ma lo è anche capire “dove” studiare e a chi affidarsi. Esistono infatti tantissimi corsi, più o meno a pagamento, che preparano i futuri trader, e comprendere quali siano quelli seri, i più affidabili, è il primo passo per avere successo.

E poi c’è un’ulteriore alternativa: ricorrere ai corsi messi disposizione dalle piattaforme di broker online. Molti siti di broker, gli stessi che, quando saremo pronti, ci guideranno nella vera e propria attività di trading, offrono infatti dei corsi di formazione che sono davvero l’ideale per chi è alle prime armi, perché riescono a combinare al meglio teoria e pratica, risultando tra l’altro del tutto gratuiti.

I maggiori broker ormai hanno capito che garantire la migliore formazione possibile è necessario per attirare nuovi utenti e quindi fanno a gara a proporre i corsi migliori. Corsi semplici, divisi per argomenti e temi, che prendono per mano il trader e lo conducono passo passo all’interno del mondo del trading online.

Cosa c’è di meglio di un corso opzioni binarie, o un corso specifico per il forex, prima di affrontare sul serio un’attività così complessa, ma dalle prospettive di guadagno così ampie?

Questo vale per quanto riguarda la teoria. Ma chi vuole avere anche la giusta dose di pratica? Niente di più facile: i broker online completano l’iter formativo mettendo a disposizione dei loro utenti le cosiddette piattaforme demo, mercati virtuali in cui si possono mettere in atto tutte le operazioni del trading online senza rischiare niente, muovendosi unicamente con un capitale fittizio e mettendo in pratica quello che si è imparato a lezione, le varie strategie e i trucchi del mestiere.

A questo punto il percorso potrà definirsi realmente concluso e il trader sarà pronto per affrontare i mercati reali. Se avrà tutto al meglio, il trading online per lui non riserverà brutte sorprese.

Borsa: l’importanza dei broker finanziari

Negli ultimi tempi, nonostante una congiuntura economica difficilmente definibile “favorevole” e una crisi finanziaria che non accenna a cessare, il numero di piccoli investitori pronti a tutto pur di avere successo in Borsa è salito a dismisura. Ciò accade soprattutto grazie alla Rete e alle nuove potenzialità offerte dal mondo dell’informatica, che hanno permesso a molti ragazzi in cerca del giusta occasione di avvicinarsi con più facilità alla finanza.

broker finanziariStiamo del resto vivendo in pieno l’era del trading online e oggi è sempre più semplice iniziare a giocare in Borsa, bastano pochi click e si è dentro. Ma attenzione: è altrettanto facile uscirne fuori con il portafoglio svuotato. Sono in tanti i trader alle prime armi che tendono a sottovalutare i mercati finanziari, e sono in tanti a rimanere scottati. A questo punto, la mossa più giusta da fare è anche quella più classica: rivolgersi a un broker finanziario.

Il broker è quel professionista che fa da intermediario tra l’investitore e il mercato, colui che immettere sul mercato gli ordini di compravendita, ovvero le richieste di acquisto e/o vendita del cliente. I broker disponibili sulla piazza sono migliaia e scegliere tra questi, districandosi tra grandi società di brokeraggio e aziende più piccole ma comunque in crescita, non è certamente un’impresa facile.

Da questa scelta può dipendere però il successo delle nostre operazioni in Borsa. Scegliere il broker giusto è fondamentale. E non bisogna pensare che siano tutti uguali: ogni tipologia di trading (scalping, intra-day, a medio termine, ecc.) ha il suo esperto e rivolgersi a quello giusto farà la differenza.

Finora però abbiamo parlato di professionisti “reali”, di persone che si mettono al servizio dell’investitore. Per chi invece punta tutto sulle potenzialità del trading online e pensa di avere sufficiente esperienza per farcela da solo, il termine “broker” ha assunto un altro significato. Nel mondo della Rete, le piattaforme broker sono quei particolari portali internet che ci permettono di entrare nei mercati e che ci guidano con automatismi e supporti online.

Il discorso però non cambia: bisogna sempre scegliere la piattaforma che faccia al caso nostro, cercando nel web finché non troviamo quella che ci soddisfa pienamente. Occhio però, rivolgetevi sempre a broker online autorizzati e regolamentati dalla CONSOB e dagli altri organismi certificatori internazionali. Solo così sarete certi di andare sul sicuro e le vostre operazioni saranno tutelate al 100%. Con il supporto giusto, il vostro trading potrà cominciare.